Abolizione Scheda Carburante e Fatturazione Elettronica

Per documentare gli acquisti di carburante, a partire dal 1° luglio 2018, saranno valide solo le fatture elettroniche emesse dagli impianti di distribuzione per effetto della nuova legge di Bilancio 2018.

La deducibilità del costo di acquisto dei carburanti e la detraibilità IVA saranno consentiti solo se il relativo pagamento verrà effettuato mediante mezzi tracciabili (carte di credito, bancomat e carte prepagate).

A favore degli esercenti impianti di distribuzione di carburante sarà riconosciuto un credito di imposta pari al 50% del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate, a partire dal 1° luglio 2018, tramite sistemi di pagamento elettronico mediante carte di credito.

Il credito di imposta darà utilizzabile esclusivamente in compensazione “mediante modello F24”, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

1. Cosa cambia, dunque, con questa nuova normativa per l’azienda, affinché essa possa continuare ad eseguire la corretta imputazione dei costi?

Sostanzialmente verrà ricevuta una fattura elettronica che dovrà essere letta e inserita in contabilità.

I programmi gestionali ERP dovranno quindi adeguarsi a gestire questa nuova fonte di fatturazione. Per farlo però è necessario che i documenti ricevuti possano essere acquisiti in contabilità, innanzitutto visualizzandone il contenuto e in seconda battuta utilizzando uno strumento di registrazione rapida della fattura, magari precaricando alcuni campi (per evitare errori, ripetizioni o perdite di tempo).

Si tratta di  una rivoluzione nel modo di concepire le registrazioni contabili.
E’ peraltro vero che si potrà continuare a stamparsi il contenuto delle fatture elettroniche e operare come di consueto, ma se il software gestionale è abbastanza evoluto, si può pensare di ridurre i tempi di registrazione introducendo nuovi automatismi.

2. Invece cosa cambia nel conteggio dei costi diretti di commessa?

Anziché cercare di addebitare il costo dei viaggi facendo riferimento ai rifornimenti giornalieri, un modo più efficace è sicuramente quello di conteggiare i km percorsi ad una tariffa di costo aziendale. Facendo in questo modo da una parte rilevo i costi diretti ad una tariffa standard e dall’altro mando in contabilità un conto di costo che dovrò riconciliare.

A fine esercizio potrò modificare il costo standard da utilizzare come nuova base di attribuzione dei costi diretti a commessa per il nuovo esercizio.

Il consiglio è di addebitare i costi utilizzano le tariffe ACI che tengono conto non solo dei costi del carburante ma anche di quelli dei materiali di consumo (olio, gomme, tagliandi, ammortamento, etc…) che, ovviamente dovranno essere confrontati con quelli reali rilevati in contabilità.

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